giovedì 30 giugno 2016

risveglio

ieri sera ero esausta. Mi aveva debilitato soprattutto il freddo preso sul volo Delta Atlanta Managua. Gli americani e il loro culto dell'aria super condizionata! Poi è andato tutto bene, il figlio ha trovato sul nastro il suo zaino (a Roma un'impiegata incompetente ci aveva detto che dovevamo ritirarlo ad Atlanta per la dogana, ma lì non c'era e già l'avevamo dato per disperso), fuori all'aeroporto c'era un tizio con il mio nome su un cartello e qui al Pyramide ci aspettava il proprietario Manfred con un gran sorriso e tre stanze colorate e accoglienti. Mancava Tommaso che ci avrebbe dovuto aspettare qui. Tempo mezz'ora e si è presentato: più alto e più magro di come me lo ricordavo, allegrissimo e con due enormi tavole da surf in aggiunta al suo bagaglio. Ora come faremo oggi ad andare sul vulcano con una valigia, due zaini e due tavole bislunghe è tutto da capire. Sono le sei di mattina, si sentono solo versi di uccelli. Sarebbe bello bere un caffè. Altri desideri non ne ho.

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