sabato 9 luglio 2016

all'aeroporto di Managua

l'aereo giocattolo (ma un giocattolo molto  molto usato), contrariamente a tutte le previsioni ci ha scodellato, sia pur scossi dal maltempo e dalle evoluzioni del pilota, a Managua in orario. I ragazzi sono scomparsi alla velocità della luce e io sono in attesa del volo per Panama. Le altre due coincidenze sono strettissime, ma se ci saranno ritardi mi troveranno una soluzione; l'importante era arrivare in tempo qui. Mi sono piazzata davanti a un negozio di souvenir; la commessa sta battendo ogni record di durata delle telefonate. Non smette mai di parlare, anche quando qualcuno compra qualcosa. Chissà che ha da dire. Dovrei presentarle Tommaso.

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