sabato 9 luglio 2016

il giro dell'isola a piedi

che oggi non avrebbe mai smesso di piovere era evidente sin dall'alba. I ragazzi sono partiti lo stesso per completare il loro pacchetto di immersioni subacquee; io ho aspettato una leggera schiarita per mettermi in cammino con l'obiettivo di completare il giro dell'isola. La strada percorsa varie volte in taxi (qui ne passano in continuazione e la tariffa fissa di un dollaro a persona incoraggia a prenderli) si è rivelata ricca di sorprese. Non avevo mai notato la pensilina dell'autobus con sopra un'aragosta gigante; non mi ero resa conto che le case dei ricchi hanno orribili balaustre decorate con delfini. Verso le dodici ero al diving, giusto in tempo per vedere emergere i due dalla prima immersione della giornata. Ben felici di avere il pranzo garantito, sono saliti tutti zuppi con me in taxi verso Long Bay (eh sì, lo ammetto, non mi sono fatta tutti i sei chilometri del perimetro di Corn Island, almeno due me li sono risparmiata con loro). Sosta piacevole nella baia battuta dal vento. Un ristorantino locale aveva isolato con sassi una specie di piscina nella quale nuotavano diversi squaletti. In piena regressione infantile i due mi hanno chiesto un dollaro per nutrirli e si sono divertiti molto a vederli dimenarsi per accaparrarsi i pescetti. Quelli che abbiamo mangiato noi di pesci, io e il figlio al vapore, Tommaso fritto, non sapevano di niente. Dopo l'ultimo boccone ci siamo salutati, loro hanno ripreso un taxi, io il mio cammino sotto una pioggia leggera. È il momento giusto per separare le nostre strade; hanno fatto fin troppo i bravi ragazzi, tutti sport e a letto alle nove, tre birre in una sera come massima trasgressione. Sono stati di grande compagnia. Io come viaggiatrice solitaria non valgo una cicca: sto bene finché leggo e nuotò, ma la sera ho già voglia di chiacchiere (con Tommi queste non mancano mai). E il figlio? L'ho visto allegro e rilassato. Se la caveranno benissimo insieme.

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