venerdì 22 luglio 2016

in barca con i siciliani

stamattina sulla barca di Mauro c'era una folla composita, uomini, donne, vecchi, bambini; quasi tutti subacquei, tranne me, i troppo piccoli e i troppo anziani. Ma la cosa più singolare era il clima che si respirava a bordo: una confidenza che si estendeva a chiunque, siciliano e non; sembrava che tutti conoscessero tutti da un sacco di tempo, e ai nuovi bastava dire il proprio nome per venir assimilati al gruppo (solo noi due scontrosetti eravamo l'eccezione alla regola; io l'unica a tuffarmi ogni tanto nella lettura). Si è parlato a lungo sul ponte di ricette di cucina; mentre mangiavamo la pasta con le melanzane cucinata lì per lì il tema era il parto in casa perché una tipa incinta aveva piacere che tutti commentassero le sue intenzioni; ad ogni fermata e cambio di equipaggio erano baci e promesse di restare in contatto. Tre bagni uno più bello dell'altro, mentre il marito era occupato con le immersioni e ne usciva ogni volta più provato (se pur felice dei pesci visti). Verso le sei, a gita conclusa, siamo scesi a terra e, lasciato il marito sul letto a riprendersi, mi sono incamminata sul sentiero verso il faro. Una meraviglia: tutto lungo costa, ombreggiato da pini profumati. Nella mia lunga passeggiata non ho incontrato nessuno. Non saprei dire se Ustica sia meglio da terra o da mare.

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