giovedì 21 luglio 2016

l'arrivo a Ustica

il volo per Palermo ha fatto un'ora di ritardo; ci avevano fatti salire sull'autobus per l'aereo, poi ci hanno fatti scendere perché mancava l'aria condizionata a bordo. Un tizio si è messo a inveire contro la hostess, che, poverina, era già nervosa di suo perché la nuova divisa Alitalia verde di lanetta con calze bordò d'estate è punitiva (l'avevo sentita lamentarsi in bagno con un'addetta alle pulizie). A Palermo ci aspettava Bartolo e qui mi si è aperto un mondo: il marito non mi racconta niente e non mi aveva descritto questo tassista che conosceva dai tempi in cui veniva per lavoro in questa città. Bartolo non è stato zitto un minuto, ci ha aggiornato sui suoi problemi di schiena e sulla michioneria dei medici palermitani che non avevano capito la gravità della sua situazione (a salvarlo sono stati i messinesi), ma soprattutto, correndo come un pazzo,  ha fatto il miracolo di farci prendere l'aliscafo che, puntualissimo all'una, si è staccato dal porto. Ustica è bella! La nostra stanza affaccia sul porto (molto piccolo con tanti gommoni e due tre barche a vela); il tassista Pippo, qui un'istituzione, ci ha portato al faro, dove abbiamo fatto un bagno nell'acqua trasparente e ci siamo rotti i piedi sugli scogli neri. Ci hanno promesso grotte, pesci, passeggiate: basteranno tre giorni? Al momento muoio di sonno.

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