mercoledì 6 luglio 2016

la pizza assassina

era stata una splendida giornata. Finalmente sole. Con i ragazzi ero passata al dive center e loro si erano prenotati un pacchetto di immersioni, a partire dal pomeriggio. Avevamo passato la mattina insieme a goderci una baia dalla spiaggia bianchissima e dal mare azzurro. Dopo pranzo erano andati via e io mi ero ritrovata sola con mare caldo, Kindle, ombrellone e lettino. Forse ho esagerato con il sole; appena avevo caldo mi buttavo e poi tornavo a leggere. Di sera il figlio ci ha chiesto di andare alla pizzeria italiana. Il posto era carino, e il pizzaiolo di Cesena, con forno a legna e moglie russa dalle tette generose, molto accogliente. Il primo boccone della mia margherita, con sopra una mozzarella fatta da lui, mi ha steso, ma avendo addosso gli occhi dell'orgoglioso ristoratore, che ci aveva raggiunto per parlar male dell'Italia e delle sue tasse, sono arrivata quasi fino in fondo a quel piatto. Tornata nella mia stanza è cominciata una notte di vomito e diarrea. Perché ora sono al dive center con i due che s'ingozzano di crêpes e di frutta prima di partire per una gita in barca a Little Corn Island che mi darà il colpo di grazia, lo so solo io.

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