venerdì 29 luglio 2016

nella casa violata

i ladri d'estate a casa di mio padre sono una tradizione, come l'albero decorato a Natale. Oggi è toccato a me uscire di corsa dal lavoro, aspettare il fabbro, cercare di rimettere a posto i cassetti. Lui è al mare e non era il caso che tornasse a Roma con questa calura. Ivonne, che era passata stamattina a spolverare, quando è tornsta alle undici a chiudere le finestre, dopo aver pulito l'appartamento di sotto, ha trovato le serrature divelte. Ha chiamato papà che nuotava beato tra le boe con Virginia, e poi ha chiamato me, insieme alla signora del piano di sopra. Ora sono qui che aspetto il ritorno del fabbro, che è andato a prendere i blocchetti con le chiavi. Mancano delle forchette d'argento; cercavano la cassaforte che in questa casa non c'è mai stata. Pregustavo un pomeriggio tranquillo alle prese con una delle letture mantovane; sto piantonando da ore il luogo del furto tra zanzare e cicale con la porta che non si chiude. Arriverà prima o poi il fabbro sudato, riavrò la mia libertà.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

E se vale la pena fatti un giro con il fabbro

Anonimo ha detto...

Poi mi fai sapere se il fabbro merita, hai visto mai ne avessi bisogno

Anonimo ha detto...

Questi commenti sessisti sono indegni di questo blog

volevoesserejomarch ha detto...

Più che sessisti mi sembrano un po' scemi. È stato un pomeriggio lungo e stressante, già casa dei miei mi fa tristezza, con la porta rotta, il caldo, tutto per aria. L'anonimo voleva sdrammatizzare. A modo suo.

Anonimo ha detto...

Scusate sto facendo un trenino con il fabbro

Anonimo ha detto...

Ciao sono il fabbro, mi ha fatto piacere parlare di letteratura con te