martedì 5 luglio 2016

un'isola da horror

alla fine a Managua hanno diviso il gruppo dei partenti in due. Io e i ragazzi siamo saliti su un aeroplanino da dodici posti; eravamo seduti dietro ai due piloti, non separati da loro da alcuna barriera. Ridevano e parlavano al cellulare (in volo!). Nessun annuncio, nessuna hostess. Io, terrorizzata, dopo un po' ho preso in mano il mio Kindle. Se dovevo morire, meglio farlo leggendo Jonathan Coe. Volando a bassa quota, senza troppi scossoni, siamo arrivati. Un taxi ci ha portato al nostro hotel, dove ci aspettava l'albergatore italiano di Asti. Lui e la moglie torinese hanno rilevato questa piccola struttura da poco; seduti intorno a un tavolo ci hanno illustrato Big Corn Island. Per prima cosa ci hanno messo in guardia dai furti: a loro dire i bambini creoli adorano i cellulari e non appena vedono una borsa incustodita devono impossessarsene. Poi hanno parlato dei pericoli notturni: ubriachi che si aggirano, locali in cui non mettere piede, ristoranti da cui si esce con la pancia in mano. Le zanzare intanto ci mangiavano incuranti dell'Autan tropical. Per sentirmi rassicurare, ho chiesto se c'era pericolo di malaria; hanno nominato un tipo di zanzara i cui morsi provocano un'istantanea paralisi (ma poi si prende una medicina e passa). Che altro? A Little Corn Island si può andare solo se il mare è piatto perché c'è stata una tragedia: una barca si è rovesciata e sono morti un gruppo di ragazzi. Spesso si va e non si può tornare indietro perché il tempo peggiora. È l'isola delle aragoste, su queste si basa tutta l'economia del posto, ma siamo arrivati in un periodo di pausa di pesca, forse domani o dopodomani riprenderanno, altrimenti aragoste congelate. A cena in un ristorante poco distante da qui i ragazzi  ridevano fino alle lacrime di questo quadro di desolazione. Stanotte ero così stanca che ho fatto un lungo sonno. Ora sono le sei di mattina, c'è stato un forte temporale, sono al buio dentro la zanzariera. Che tentazione quella di restare qui nel mio letto con porta e finestre serrate.

1 commento:

babalatalpa ha detto...

Questi racconti sono esilaranti. Spero che la tua vacanza duri ancora un po': poter accompagnare un sorriso al caffè mattutino è una gran cosa!