lunedì 11 luglio 2016

Uomini nudi

la prima parte di Uomini nudi, il romanzo di Alicia Giménez-Bartlett pubblicato da Sellerio nella traduzione di Maria Nicola, funziona a perfezione, affrontando con taglio originale e provocatorio il tema della crisi economica e dei tentativi individuali di fronteggiarla. La scrittrice spagnola intreccia alla voce di Irene, lasciata dal marito dopo quindici anni di matrimonio, quella di Javier, giovane insegnante, che si deprime per la perdita del lavoro, quella dello spogliarellista Iván, e quella di Genoveva, una cinquantenne godereccia. Ognuna delle quattro voci, che si succedono senza neppure una spaziatura grafica, ha un suo timbro molto riconoscibile (divertente soprattutto il rozzo Iván che oscilla tra altruismo e spacconeria). Esaurita la trovata del prof che diventa spogliarellista per necessità, il libro si affloscia un po'; finché c'è in scena Sandra, la fidanzata di Javier, sconvolta per la nuova occupazione del suo compagno, la trama regge mentre la relazione tra Javier e Irene mi è parsa un po' artificiosa. Il finale a sorpresa rianima il racconto.

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