domenica 7 agosto 2016

a Dolceacqua

alle quattro di mattina è suonata la sveglia della figlia. Poi di nuovo alle quattro e cinque, e a quel punto lei e la sua amica Giulia si sono decise ad alzarsi, a vestirsi e a raggiungere il tassista che le aspettava sotto casa per portarle a Ciampino. Noi due siamo partiti alle otto con più bagagli del necessario, potendo contare sul macchinone tutto per noi. La figlia è atterrata puntuale a Londra; ci ha mandato entusiasta le foto della casa in cui passerà tre settimane; poi, un po' meno entusiasta, si è messa con le amiche a pulirla perché si sono accorte che era sporchissima. Nel frattempo noi abbiamo attraversato mezza Italia senza un goccio di traffico. Alle due e mezza da Bordighera siamo saliti a Dolceaqua e abbiamo raggiunto il nostro agriturismo, una casetta in mezzo ai campi: il posto più silenzioso del mondo. Dopo esserci riposati, siamo andati a piedi in paese. Era ancora molto caldo, ma su al castello diroccato dei Doria tirava una bella aria e abbiamo trovato una signora francese che faceva da guida e sapeva tutto sulla storia del posto (peccato che avesse il vezzo di interrogare i presenti e di farmi sentire spaventosamente ignorante: perché il sale era così prezioso un tempo? Come si chiamava la regina austriaca che introdusse l'obbligo scolastico? Perché le case venivano costruite le une sulle altre?). Il ponte del quattrocento ricorda quello di Mostar che noi avevamo visto prima che fosse abbattuto dalla guerra. Gran bel paese Dolceacqua tra monti, fiume, vista del mare in lontananza e ottima la cena in piazza. Il figlio si gode la casa al mare senza adulti tra i piedi. Mi pare che siamo tutti e quattro felici e contenti.

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