mercoledì 17 agosto 2016

all'aeroporto di Bilbao

l'ultimo giorno di vacanza è cominciato bene. Abbiamo scelto una spiaggia appena fuori Bilbao: bella baia circondata da rocce, una scuola surf molto attrezzata con punto di soccorso e altoparlanti per gli annunci, tanti bambini con costume o con muta, tanti nudisti (atmosfera rilassata, impensabile in una spiaggia italiana). Acqua non troppo fredda, solo troppe alghe scoperte a causa delle maree. Alle due siamo tornati a Bilbao e in città, al pensiero dell'imminente partenza, mi è passata la voglia di fare qualsiasi cosa. Abbiamo ricominciato a discutere sul biglietto aereo: sei stata tu a dire che troppa macchina ti pesava e che ti sarebbe piaciuto tornare in aereo; non mi prendi mai sul serio, appena l'ho detto sei corso a farmi il biglietto, mi spieghi perché mi stai mollando a metà agosto; non ti mollo, rinuncia al biglietto... Oggi per la prima volta da quando siamo partiti c'è un cielo grigio, opprimente. Di nuovo in aeroporto da sola, e non è una brutta sensazione. Ho voglia di vedere il figlio, di sottrarlo almeno per qualche ora al suo abbrutimento estivo; ha detto che viene a prendermi a Fondi, mi sembra un bel segno. Stasera volevamo andare a cena insieme ma papà ci ha invitato da lui. Purché non attacchi con le preoccupazioni tacite o manifeste sullo stato del mio matrimonio. Niente consigli o facce contrite, se no lunedì scappo in Dear. Per fortuna c'è il lavoro.

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