lunedì 8 agosto 2016

arrivo a Cap d'Agde

di spiagge naturiste ne abbiamo viste tante ma non eravamo mai stati in una città nudista (ad agosto a Cap d'Adge si arriva a quarantamila abitanti). All'ingresso bisogna mostrare un documento e pagare una tassa. Ci aspettava il nostro affittuario Frederick, un francese sorridente e di bell'aspetto. La casetta che occuperemo per due notti è minuscola e abbastanza indecorosa (gabinetto e doccia sono separati dal letto solo da una tendina), ma lui era molto fiero del vino rosè che ci aveva lasciato in frigo e sembrava mostrarci una reggia. Di corsa in spiaggia perché il caldo non dava tregua nonostante fossero già le quattro. Qui c'era proprio di tutto: tante famiglie con bambini (comprese le vecchie nonne, anche loro rigorosamente nude), tante coppie assortite in modo vario (coetanei; lui vecchio lei giovane; lei vecchia lui giovane) e acconciate in modo vario (mini parei trasparenti o con frange, monili in posti strani). Mare freddo, acqua trasparente. Ora andiamo a cena. La vicina è uscita di casa con un miniabito con due buchi al posto delle tette; il suo uomo era vestito di nero e aveva scoperto solo la faccia e la pelata. Forse due notti qui sono troppe.

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