sabato 6 agosto 2016

Euforia

quando Bankson vede per la prima volta Nell, è colpito dal suo aspetto esile e malandato, dal viso giallastro, dalle ferite, dalla caviglia instabile. Nuova Guinea, anni venti, vigilia di Natale: Nell è una famosa antropologa americana ed è antropologo anche suo marito Fen, così come Bankson, l'uomo che la coppia incontra prima di partire per l'Australia, dopo aver passato mesi presso un popolo violento e ostile. Bankson tre giorni prima ha tentato di suicidarsi; ora non vuole perderli (non lo sa ancora, ma soprattutto non vuole perdere lei, di cui si prende subito cura e con cui parla come se la conoscesse da sempre), li scongiura di restare in zona, promette di portarli da un tribù che li conquisterà. Ispirandosi alla storia vera di Margaret Mead, in Euforia (traduzione di Mariagrazia Gini, Adelphi), Lily King mette in scena un amore impossibile, fatto soprattutto di dialoghi appassionati sul proprio mestiere, sul desiderio di conoscere senza preconcetti l'altro da sé. Mentre l'australiano Fen è una sorta di avventuriero a caccia di fama, invidioso del successo della moglie, Bankson è un sensibile inglese sopravvissuto ai due fratelli (uno è morto in guerra, l'altro si è suicidato) e a un dispotico padre che voleva i figli scienziati come lui e disprezzava l'antropologia. Quando rivede Nell dopo sette settimane, Bankson la trova guarita ed euforica, perfettamente inserita all'interno dei Tam che sta studiando. È lui ora a cadere sotto i colpi della malaria. Si rivedranno; insieme a Fen elaboreranno una griglia sulle tipologie dei popoli e delle persone; in assenza di Fen, partito per una sconsiderata missione, avranno una manciata di giorni tutti per loro. Mi è piaciuto molto Euforia: il suo triangolo amoroso pieno di tensione, il suo scenario esotico, la sua ricostruzione di una dedizione totale alla ricerca sul campo. Ho letto che l'autrice è cresciuta in America divisa tra due famiglie, quella del padre e quella della madre dopo il divorzio di questi, tutte e due piene di figli e diametralmente opposte come principi e che questo ha sviluppato in lei il senso di osservazione. Deve essere un bel tipo Lily King. Anche lei a Mantova a settembre.

2 commenti:

azzurropillin ha detto...

hai visto che nel programma di mantova sei etichettata come "mamma e blogger"?

volevoesserejomarch ha detto...

Il che vuol dire che a Mantova c'è la mia terza attenta lettrice!