venerdì 5 agosto 2016

l'inizio delle vacanze

arriviamo alle nove e mezza di sera, troviamo i ragazzi a tavola: i miei due, il cugino, il fidanzato della figlia, l'amico teppista del figlio (ormai la definizione di amico teppista gli sta appiccicata addosso per i suoi trascorsi di risse e truffe: lui, con i suoi occhi azzurri, i capelli biondi, la faccia innocente da bambino, ci ride sopra). Stanno mangiando la pasta; per riflesso condizionato, appena mi vedono, mi chiedono "il secondo", come se potessi magicamente far apparire due bistecche, un piatto di formaggio, del pesce. Sono allegri e rilassati, ci tengono a dire che hanno pulito la casa. Il fornello presenta stratificazioni di sugo, i bagni sono in condizioni pietose, ovunque asciugami distesi. Spariscono presto per le loro attività notturne. Io dormo male, non li sento rientrare. Alle sei vedo un messaggio del figlio, dormiamo da Tommi. Vado presto a comprare il pesce e trovo un sacco di gente. Papà mi chiama per organizzare il trasporto della sua amica Anna alla stazione. Sulla spiaggia gli ombrelloni sono aumentati a dismisura. Mi godo la mia mezz'ora di libro lettino e solitudine. È agosto il più crudele dei mesi.

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