lunedì 29 agosto 2016

Lo spazio del tempo

Lo spazio del tempo, il romanzo di Jeanette Winterson,  è una riscrittura del Racconto d’inverno di Shakespeare: dell’originale mantiene il tema di fondo (la gelosia di un uomo potente nei confronti della propria moglie e le sue devastanti conseguenze ), la ricchezza dei personaggi, le coincidenze che fanno incrociare tra loro i protagonisti in tempi diversi. Nelle ultime pagine del libro entra in scena l’autrice, dichiarando la sua passione per  questo dramma shakespeariano con al centro una trovatella come lei: è sorprendente come Winterson combini l’adesione allo spirito dell’opera alla modernità della vicenda da lei narrata.  Leo è un uomo d’affari londinese che ha tutto quello che si potrebbe desiderare dalla vita: MiMi, una splendida moglie, che aspetta una bambina da lui; Milo, un delizioso figlio; Xeno, un amico del cuore (che da giovane è stato il suo amante); Paulina, una segretaria fedele, e in più un sacco di soldi. Si mette in testa che l’affettuosa amicizia tra MiMi e Xeno nasconda una relazione clandestina e distrugge ogni cosa: tenta di uccidere l’amico; spedisce la neonata in America dal presunto padre (in seguito a fortunosi eventi Perdita  viene trovata da un pianista nero che l’alleva con ogni cura); Milo muore in un incidente; MiMi sparisce.  Sedici anni dopo il quadro si ricompone grazie all’amore tra Perdita e un giovane meccanico che si scopre essere il figlio di Xeno: a Londra nel corso di un concerto si celebra il superamento del passato e la possibilità di un futuro non inquinato da sospetti e crudeltà. Con Lo spazio del tempo (traduzione di Chiara Spallino Rocca, Rizzoli) Winterson ha inaugurato una collana della Hogarth Shakespeare ispirata ai capolavori di questo autore che vede, tra gli altri, Margaret Atwood e Anne Tyler: non vedo l’ora di leggere anche loro.  

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