martedì 9 agosto 2016

Solo per sempre tua

l'esordiente irlandese Louise O'Neill è stata molto lodata per Solo per sempre tua, tradotto in italiano da Anna Carbone per la collana Hot Spot del Castoro. Si tratta di un crossover, un romanzo rivolto a un pubblico di adolescenti ma anche agli adulti interessati al tema. Siamo in un futuro imprecisato in cui, potendo determinare il sesso dei figli, non ci sono più bambine in giro e per garantire il futuro della specie bisogna fabbricarle. Assecondando il maschilismo imperante, le ragazze sono programmate in funzione del desiderio maschile: devono essere belle, magre, consenzienti ma non troppo, se no invece che nella categoria delle Compagne finiscono in quella delle Concubine. Protagonista di Solo per sempre tua è freida, una sedicenne molto agitata per la Cerimonia che incombe (la scelta delle compagne da parte dei giovani) e preoccupata per le stranezze della sua migliore amica isabel. Perché ho fatto una gran fatica a leggere le 365 pagine di questo libro? Perché tolta la cornice distopica, quello che racconta O'Neill è la storia di una rivalità tra ragazze tirata per le lunghe (freida che odia megan, megan che s'ingrazia frieda, frieda che si fa fregare da megan, mentre isabel resta sullo sfondo in attesa del colpo di scena finale...) e infarcita di descrizioni di quello che le ragazze si mettono addosso (per criticare l'ossessione per l'apparenza c'era bisogno di elencare tutte le tenute che si mettono giorno per giorno?), di come si truccano, di quello che mangiano (poltiglie orrende mentre il vero cibo lo vedono solo da lontano o quando vogliono farsi del male), di quello che vedono sui loro schermi (una specie di telenovela anche questa noiosa oltre misura). Insomma O'Neill non mi ha convinto. Limite mio, come dicevo all'inizio; ha convinto lettori e critica. 

1 commento:

azzurropillin ha detto...

nemmeno io l'ho trovato straordinario come dicono.