mercoledì 17 agosto 2016

Un dio in rovina

di romanzi sui bombardamenti durante la seconda guerra mondiale ne ho letti diversi ma non mi era ancora capitato un libro su un pilota che quei bombardamenti li faceva. Un dio in rovina (traduzione di Alessandro Storti, Editrice Nord), il nuovo romanzo di Kate Atkinson, racconta di Ted, ventenne volontario della Raf; ma anche bambino gentile e appassionato della natura (la zia Izzy, autrice della fortunata saga del discolo Augusto, fa fatica a ispirarsi a lui per il suo personaggio); marito affettuoso di Nancy, sua amica da quando avevano tre anni; padre premuroso della terribile Viola (che non gli perdona di essere rimasta orfana dell'unico genitore che amava); nonno dolcissimo e unico punto di riferimento per i due nipoti, Sun e Bertie. Come di consueto, Atkinson rifugge dalla narrazione lineare: i capitoli sulla guerra di Ted si alternano a quelli su momenti felici della sua infanzia, o dell'infanzia molto più travagliata di Sun e Bertie (Viola, sempre insoddisfatta, trova partner orribili e sposa cause perse prima di darsi alla scrittura ed avere un certo successo). Aver pilotato aerei che seminavano distruzione, essere stato responsabile della vita dei suoi compagni di volo (e averne visti morire di continuo in modo orribile sotto i suoi occhi) sono esperienze su cui il sopravvissuto Ted non smette di interrogarsi, senza trovare una risposta che non sia, bisognava sconfiggere i tedeschi (ma uccidendo tutti quei civili innocenti? mandando al massacro un'intera generazione?). E poi perché lui e non Vic, che stava per sposarsi e aspettava già una bambina, perché non tutti quegli altri? In Un dio in rovina Atkinson conduce una formidabile requisitoria contro la guerra, contro tutte le guerre, e lo fa parlando del suo contrario, cioè la vita pacifica, l'ideale perseguito dal suo personaggio prima e dopo aver ucciso. Leggendo questo romanzo mi sono ritrovata più di una volta con le lacrime agli occhi. E la cosa più bella è che pur mettendo in scena un uomo a suo modo eroico, la scrittrice inglese lo priva di ogni attributo ideale: Ted è un ragazzo come tanti, combatte ma non vorrebbe farlo; ama Nancy da quando è piccolo ma prima di sposarla va a letto con tutte le ausiliarie disponibili; subisce fino all'ultimo la figlia ma dentro di sé sa di non sopportarla... Poi c'è un'altra cosa che mi ha fatto innamorare di Ted: adora Trollope e sua nipote Bertie sul letto di morte gli legge Le torri di Barchester (ma questo è un particolare che può far palpitare solo me e la mia amica Giulia).

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