martedì 9 agosto 2016

videomaker a Londra

era partita carica di entusiasmo la figlia. Questa volta non si trattava del solito tentativo di imparare un po' di inglese a Londra, ma di una prova molto più impegnativa: un corso intensivo di tre settimane di Filmaking in una prestigiosa scuola di cinema. A metà della prima giornata il mio telefono era già rovente: tutti casi umani gli altri studenti, mi escludono, parlano a mille, devo fare un sacco di fermate di metro e poi camminare tantissimo. Unica consolazione le due amiche a casa con lei la sera. Alla fine del secondo giorno ci ha mandato la foto di una telecamerona e ha detto che girerà a pagamento per me: grandi progressi! Ha fatto amicizia con una ragazza di Ginevra, figlia di un musulmano e una svedese; a pranzo ha mangiato sushi con lei. Insomma crisi rientrata, per fortuna. Temevo seguisse le orme di quella cretina di sua madre, che al terzo giorno di corso di videomaker (a Roma, in italiano, e con un suo amico operatore come insegnante) si era ritirata. Lagnosa ma tenace la figlia.

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