lunedì 26 settembre 2016

Frantz

Anna (Paula Beer, bella e bravissima: parla con lo sguardo) va ogni giorno sulla tomba di Frantz, l’uomo che doveva sposare e che è morto in guerra. Siamo in un piccolo paese tedesco nel 1919. Orfana e senza soldi, Anna vive con quelli che dovevano diventare i suoi suoceri, un vecchio dottore con il cuore spezzato per la perdita dell’unico figlio e la moglie, che con la sua dolcezze ne mitiga il brutto carattere. Sulla tomba compare un giovane francese con i baffetti: è Adrien, e anche lui piange Frantz. La famiglia del defunto lo accoglie commossa: lui racconta particolari della loro amicizia e loro lo riempiono di attenzioni. Anna sente sciogliersi il grumo di dolore che le cresceva dentro, Adrien è così simile a Frantz nei gusti e nella sensibilità… La pace tra tedeschi e francesi è troppo recente e Adrien si accorge di non essere benvoluto in Germania, ma non è questo a turbarlo, prima di partire decide di rivelare ad Anna il suo segreto. Frantz, il film di François Ozon parla dell’uccidere in guerra, del fatto che spari a un coetaneo che non ti ha fatto niente e che in un altro contesto poteva essere il tuo migliore amico; parla di paesi distrutti e di uomini mutilati senza un perché; parla dell’ambiguità del perdono che cancella i peccati (una volta ottenuto che ne è della colpa?); parla di amore e di convenzioni, di donne compassionevoli e di donne spietate (gli uomini più rozzi, si lasciano pilotare sul piano sentimentale). Emozionante, travolgente Ozon.

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