domenica 11 settembre 2016

L'uomo del futuro

ripercorrere i luoghi di Lorenzo Milani per dar conto dei passaggi fondamentali della vita di questo: L'uomo del futuro di Eraldo Affinati (Mondadori) si presenta sin dall'inizio come un libro on the road. E il viaggio di Affinati non si limita alle tappe fondamentali del priore (Firenze dov'era nato da una famiglia della buona borghesia, la villa in campagna a Montespertoli, la casa al mare a Castiglioncello, e infine Barbiana, luogo della celebre scuola), ma si allarga a comprendere destinazioni disparate, dal Gambia a Pechino, da Benares a Hiroshima, ovunque ci sia chi si prodiga per i deboli. Al centro dell'Uomo del futuro più che don Milani c'è il tema dell'insegnamento e della scelta di campo: non si cercano scoop su una figura molto amata ma anche molto discussa, ci s'interroga sulla sua eredità spirituale, sul suo esempio. La scuola non ha mai abbracciato il modello don Milani, volto a incoraggiare gli ultimi piuttosto che a premiare i primi; eppure Affinati continua a provarci e a crederci. Mentre leggi ti sembra di vederlo, l'uomo vestito di nero con la testa grossa che nei suoi peregrinaggi milaniani si ferma a chiacchierare con i neri che vendono calzini o distribuiscono volantini e racconta loro cosa sta facendo e se sono interessati a imparare l'italiano. L'anno scorso volevo fare la volontaria alla Penny Wirton di Affinati; quest'anno magari ci riesco.

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