mercoledì 28 settembre 2016

l'intervistatrice negata

arrivo  alla casa di Goethe a via del Corso, dove ho appuntamento per un'intervista con Mario Fortunato, con i miei soliti venti minuti di anticipo. L'idea era quella di sistemare cavalletto e cinepresa prima del suo arrivo, ma mi lasciano in piedi all'ingresso. Lui è puntualissimo e la direttrice ci accompagna al piano di sopra in biblioteca. E' luminosa e silenziosa: perfetta. Accendo la telecamera e vedo con orrore che ho scordato la tesserina su cui registrare. Basterebbe cambiare l'impostazione del menù, ma non so come si fa. Chiamo il marito, come sempre quando ho un'emergenza tecnologica, e lui ci prova a darmi indicazioni, solo che io non riesco a seguirle. E' la seconda volta che mi capita di intervistare Fortunato e la seconda volta che la telecamera s'imbizzarrisce. Sono sfatta e alle quattro e mezza ho l'appuntamento con Gazzaniga. Farfuglio le mie scuse a Fortunato, riprendo la via di casa. Mio figlio ci mette un secondo a ripristinare la telecamera. Ora dovrei essere pronta per le due interviste, una qui e una di nuovo alla casa di Goethe, ma mi sa che svengo prima.

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