lunedì 26 settembre 2016

Per Elisa

uscito nel 2010 per le edizione Anfora, il primo (e ultimo, perché la scrittrice non ebbe il tempo di completare la progettata trilogia) volume dell’autobiografia di Magda Szabò  Per Elisa, viene ora da loro ristampato sempre nella traduzione  di Vera Gheno. Per gli appassionati della scrittrice ungherese è un libro imperdibile e anche chi non conosce i suoi splendidi romanzi (da La porta a L’altra Eszter a La ballata di Iza) non può che restare affascinato dal racconto di un’infanzia così particolare (si fa solo fatica con la lingua, che appare un po’ opaca, invecchiata come la Szabò  che quando lo scrisse aveva ottantacinque anni). Magdolna, la protagonista, impara a scrivere a tre anni e parla in latino con il padre, un colto consigliere comunale che avrebbe voluto dedicarsi agli studi classici invece che giuridici. A sua volta la madre è una pianista frustrata che ha ripiegato sull’insegnamento; i genitori si danno il turno al capezzale della bambina per raccontarle storie. Lei va pazza per l’omerico Achille ed è più a suo agio tra gli eroi dell’epica che tra i suoi coetanei. L’evento centrale del romanzo è l’arrivo in casa di Celi, “un’orfana del Trianon”, cioè una bambina a cui sono stati uccisi i genitori in seguito alla perdita di ampi territori da parte dell’Ungheria. Il padre di Magdolna decide di adottare l’orfana e la prima reazione della figlia di cinque anni alla vista dell’estranea che usurpa i suoi privilegi è molto violenta: urla fino a terrorizzarla e solo quando Cili si spoglie dei nuovi vestiti e tenta una fuga la pietà ha il sopravvento. A scuola Magda sarà sempre la guastatrice, quella che sfida i professori con la sua cultura e il suo spirito critico e Cili, la creatura vezzeggiata e coccolata nonostante risultati mediocri, ma questo non incrinerà il rapporto molto saldo che si instaura tra le due sorelle (che leggendo Via col vento s’identificano una nel ruolo di Rossella e l’altra in quello di Melania). Szabò racconta la scuola e le sue turpitudini (il nonnismo delle ragazze grandi che costringono le piccole a definirsi “trippa di capretta” per non essere picchiate; le insegnanti ostili alla libertà di pensiero) e poi racconta i primi amori suoi e della sorella. Mentre Magdolna spasima per un fascinoso insegnante che si dà molto da fare fuori dal suo matrimonio, Celi s’innamora riamata di Textor, un ventunenne aspirante medico, anche lui orfano. Textor ha sottoscritto un patto con il ricco macellaio che lo mantiene agli studi: deve sposarne la figlia. Celi con il cuore spezzato, a soli diciotto anni, accetta la proposta di matrimonio di Gianni Tonelli, un cinquantenne direttore d’orchestra italiano. È un libro che lascia in sospeso il lettore Per Elisa: Magda, dopo la maturità, è in partenza per Vienna ed è infatuata del suo commissario d’esame; di Cili sappiamo che morirà giovane e che prima conquisterà l’affetto della difficile suocera italiana. Venerdì il libro viene presentato insieme a Il momento (anche questo una riedizione) all’Accademia Ungherese di Roma. Ci sarà anche il figlio di Magda Szabò.

Nessun commento: