martedì 11 ottobre 2016

21

domani esce definitivamente dalla minore età anche se ha ancora l’aspetto di una sedicenne mia figlia. Bambina anomala che non ha mai coccolato una bambola, adolescente scontrosa e provocatoria in perenne conflitto con me, è ora una giovane donna che la mamma la consulta su qualunque materia  e passa da un’allegria contagiosa a improvvisi furori (a Berlino  ha tenuto banco con le sue battute; all’aeroporto, una volta saputo del ritardo del volo, è stata colta da un attacco di ira indiscriminato). Sembra sempre distratta, caotica, indecisa e invece tira dritto con i suoi esami all’università, mirando all’obiettivo di laurearsi presto e bene. Legatissima alle sue amiche di sempre e a quelle che conosce via via, l’Amore non l’ha ancora travolta (o forse essendo meno intossicata di letteratura di me, non ha grandi aspettative a questo riguardo). Con il fratello ha un’ottima intesa, sul padre sospende il giudizio, felice della sua indulgenza, perplessa sulla sua asocialità, incurante delle sue critiche alla mancanza di parsimonia che la contraddistingue. Stasera, raffreddatissima e sfulgente di parrucchiere (si sarà tagliata un po’ di quella fitta chioma che le arriva quasi al sedere?), da me si aspetta che compri una sacher, cucini, apparecchi e poi sparisca per lasciarla mangiare e sbevazzare con le sue dodici ospiti.  

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