lunedì 31 ottobre 2016

a Opi

le scarpe nuove si sono comportate benissimo e gli amici pure. Abbiamo camminato e chiacchierato dalle dieci di mattina alle cinque di pomeriggio. Ci siamo fermati solo per un picnic. Mi ero scordata quanto fosse bello mangiare un panino e un mandarino in un prato assolato e Stefano, che ha tirato fuori dal suo zainone la merenda per tutti, aveva fatto come al solito le cose in grande. Non abbiamo visto l'orso, solo tante mucche che brucavano l'erba e dei cavalli tarchiati. Opi è minuscola, arrampicata su uno stretto crinale. Non si sente un rumore, non ci sono neppure i tristi bambini travestiti da morti che infestavano Pescasseroli. Valerio che deve crescere mangia quantità spaventose di cibo e Paolo che non deve crescere fa a gara con lui. Scacciato ogni malumore, anche se la stanza singola mi fa un po' impressione. Chissà che stanotte non riesca persino a dormire.

1 commento:

babalatalpa ha detto...

Un posto meraviglioso! Anche se, in quella zona, il borgo che amo di più resta Civitella Alfedena. Luoghi bellissimi e poco conosciuti. Ma forse è anche la scarsa notorietà a renderli ancora un po' magici.