lunedì 17 ottobre 2016

Cleopatra va in prigione

Caterina va a trovare il fidanzato Aurelio a Rebibbia e poi va a letto con il poliziotto che l’ha incastrato. Sua madre segue con un certo distacco le vicende della figlia; vuole solo che se ne vada via di casa. Cleopatra va in prigione, il nuovo romanzo di Claudia Durastanti pubblicato da Minimum fax, è ambientato a Roma e parla di un’aspirante ballerina che è diventata spogliarellista, poi truccatrice, e ora sta alla reception di un alberghetto dove fa anche le pulizie. C’è un’atmosfera sospesa nel libro, ci si aspetta un’esplosione di violenza, non si può credere che la ragazza esca indenne dalla relazione con due uomini di questo tipo. Durastanti si cala nel personaggio di Caterina scivolando dalla terza alla prima persona, le dona una forma d’integrità che in qualche modo la protegge: lei è sé stessa anche nel tradimento. La narrazione scorre piana, e ad illuminarla ci pensa l’uso delle sinestesie che creano l’atmosfera: “il sorriso molliccio” dei tizi che pretendono il pizzo, “la tristezza appiccicosa”, “le luci bavose" durante lo spogliarello, “il suono umido e agonizzante dell’orgasmo”, la Roma "impaziente e batterica”, "la quiete acida" delle ore che precedono il pranzo. Un racconto romano senza morti e feriti, con un dolore palpabile che accomuna tutti i personaggi.

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