lunedì 17 ottobre 2016

il muro di silenzio

nei film quando i ragazzi smettono di parlare con i genitori (mi pare che di solito a ricorrere allo sciopero del silenzio siano più i maschi che le femmine) hanno subito un grosso trauma. Che cosa passi al momento per la testa di mio figlio non lo so, so solo che ha smesso da un po' di rivolgermi la parola e pare molto soddisfatto al riguardo. La mattina si sveglia, fa colazione, si veste e esce. La sera si siede a tavola, mangia e poi va in camera sua. Comunica facendo sì e no con la testa. Io mi angoscio, provo con le buone e con le cattive (sono arrivata persino a dirgli, quando sarò morta penserai a questo periodo e ti dispiacerà non avermi parlato). Stamattina ero così soprappensiero che ho lasciato lo zaino con le cose da ginnastica in garage e mi sono ritrovata alle sette e mezza in palestra senza poter fare ginnastica (il che fa il paio con ieri quando ho portato la figlia al Vittoriano e non abbiamo potuto vedere la mostra perché non avevo soldi con me). A rischiarami la giornata sono state le interviste serali da minimum fax a Durastanti e Taylor: mezz'ora in cui mi sono scordata di avere un figlio problematico e mi sono concentrata sui libri e le loro autrici, una più interessante dell'altra. Se non avessi il lavoro.

Nessun commento: