giovedì 27 ottobre 2016

la caduta del muro

era da un po' di giorni che il figlio si era stufato del suo sciopero del silenzio, ma non sapeva come uscirne. E' bastato che andassi in camera sua, gli chiedessi della sua partenza (già, domani prende l'aereo: il suo amico Tommaso compie diciotto anni, che fa non lo festeggia con gli altri a Praga?), che accennassi a possibili rivendicazioni economiche rimaste in sospeso e finalmente ha aperto bocca. Ora a parte le scarpe, il barbiere e il biglietto aereo che si è comprato con i suoi soldi, e la paghetta che pretendeva fosse adeguata a quella della sorella, è chiaro che chiudere il dialogo con noi non gli è dispiaciuto. Però che sollievo scoprire che non si droga, non beve, non gioca, non sta scivolando nella follia, è solo un ragazzino viziato e (da me) maleducato.

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