sabato 15 ottobre 2016

Lettere da Berlino


Ognuno muore solo di Hans Fallada è un libro bellissimo e non era facile portarlo al cinema. Il regista Vincent Perez sceglie una messa in scena minimale e affida la forza del racconto a due ottimi interpreti, Emma Thompson e Brendan Gleeson. Lettere da Berlino è sobrio ed efficace. Racconta di un marito e una moglie che nel 1940, alla notizia della morte in guerra dell’unico figlio, aprono gli occhi sulla realtà del regime hitleriano e si mettono a contrastarlo con l’unico mezzo che hanno a disposizione: lasciando in giro per Berlino cartoline con messaggi antinazisti. Sanno sin dall’inizio come andrà a finire, ma sentono anche di non avere nulla da perdere, e il loro piano funziona per ben tre anni. L’investigatore che si mette sulle tracce dell’”uomo ombra” pian piano raccoglie tutti gli indizi: circoscrive l’area in cui il grafomane vive, sa che fa l’operaio, riesce persino ad averne un identikit. Quello che non ha messo in conto è che ai nazisti non importa nulla di trovare il vero colpevole, vogliono solo un capro espiatorio. Alla fine del film quando i due coniugi si guardano negli occhi per l’ultima volta io e papà piangevamo copiosamente, e anche Giovanna ha sofferto, sia pur più in modo più sobrio.

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