mercoledì 26 ottobre 2016

malinconie

il tema della telefonata odierna con mio padre erano i suoi recenti insuccessi. Si chiedeva se valesse la pena di continuare a insistere con le lezioni di tango e di tedesco dopo che nella giornata di ieri aveva collezionato l'invito della maestra di ballo a frequentare il corso per principianti (e ci mancherebbe che a ottantasette anni facesse l'intermedio) e i rimproveri per la sua mancanza di progressi da parte dell'insegnante di lingua (una stronza, come mi è stato chiaro dal primo momento in cui l'ho vista). Io che sono sempre stato il numero uno, perché mi metto nelle condizioni di subire questo tipo di umiliazioni, e se facessi come il mio amico Pietro, mi mettessi in poltrona, uscissi solo per andare al ristorante? Domande retoriche, naturalmente. L'umore di papà era nero anche in vista della burrascosa riunione di condominio di oggi. Proposito per la mia vecchiaia che immagino, chissà perché solitaria: una bella casa assistita dove non debba preoccuparmi di nessun tipo di beghe (e magari dedicarmi da eterna dilettante all'esercizio fisico e allo studio).

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