sabato 1 ottobre 2016

Una ragazza intrattabile


dovendo riscrivere La Bisbetica domata di Shakespeare su invito della Hogarth Press, Anne Tyler immagina una Kate ventinovenne che, per mancanza di meglio, lavora in una scuola materna di Baltimora,  si occupa del padre scienziato svampito e della sorella minore con la tendenza a circondarsi di maschi. Se il padre della Bisbetica non vedeva l’ora di sbarazzarsi della figlia di brutto carattere attraverso il matrimonio, l’altrettanto egoista padre di Una ragazza intrattabile ha un preciso piano per Kate: dovrà sposare Pëtr, il suo assistente russo per fargli ottenere la carta verde. Kate in un primo momento respinge con forza Pëtr, poi si dispiace per lui, poi scopre di desiderarlo. Quello che conquista nel romanzo di Tyler (tradotto come sempre da Laura Pignatti e pubblicato in italiano da Rizzoli) è proprio il personaggio di Kate. È alta, sgraziata, con lunghi capelli neri (scopriremo che se li fa crescere per non andare dal parrucchiere dove non sa mai cosa dire); si trova benissimo tra i bambini (anche se non li ama proprio tutti) che apprezzano la sua schiettezza, la considerano una di loro e ridono alle sue battute; fa molta fatica a rapportarsi con l’autorità (la direttrice della scuola le raccomanda in continuazione tatto, riserbo e diplomazia, doti a lei totalmente estranee). Mentre Kate pensa di essere invaghita, come tutte le altre maestre, dell’unico collega maschio Adrian che si barcamena tra loro, Pëtr la conquista con i suoi modi diretti, la simpatia, la capacità di tenerle testa. Che piacere trovare tanta felicità di scrittura in questo Shakespeare in versione tyleriana.

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