mercoledì 2 novembre 2016

degrado


alla telenovela mal scritta in cui si è tramutata la mia finora tranquilla vita coniugale si è aggiunto un nuovo capitolo. Se non avessi usufruito del pomeriggio libero che la rai concede per il giorno dei morti avrei passato la giornata nello stato catatonico in cui ero stamattina. Non riuscivo a concentrarmi su niente, continuavo a pensare, stasera torna e mi dice che è davvero finita, tira fuori il nome dell’altra, fa la valigia. D’altra parte da domenica non c’eravamo più sentiti se si esclude un suo enigmatico e vagamente offensivo, alive? scritto su whatsapp. Torno a casa e trovo un mazzo di rose e il biglietto in cui (sempre in inglese, deve parergli più asettico) mi dice che non può vivere senza di me (l’unico che ci guadagna in tanta turbolenza matrimoniale è Interflora, ai bei tempi il marito non ci pensava proprio a mandarmi fiori a distanza). Lo so che non dura, che questo schema, da lontano gli manco, appena mi vede gli ripiglia l’inquietudine, l’abbiamo già sperimentato varie volte nel corso dell’ultimo anno. Però sono stracontenta, l’alternativa che non si facesse sentire fino a stasera era molto peggiore. Io ce l’ho ben chiaro: voglio stare con lui, non me ne faccio un fico secco della mia libertà. Il commento migliore mi sembra quello della figlia a cui ho mandato via whatsapp la foto di fiori e biglietto (lo so che lei segue con trepidazione le nostre vicende, anche se fa finta di no): degrado.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Beh... però... non tutto va visto in modo negativo