lunedì 7 novembre 2016

L'amore prima di noi

Euridice, la sposa di Orfeo, muore giovane. Lui non si dà pace e approfitta dell’incanto della sua cetra per convincere Caronte a traghettarlo nel mondo dei morti. Arriva fino ad Ade e lo implora di lasciargli riportare Euridice tra i vivi. Il suo desiderio viene esaudito alla condizione che non si volti a guardarla. Intorno a questo mito, come intorno ad altri famosi miti greci, in L’amore prima di noi (Einaudi) Paola Mastrocola costruisce una tela di riflessioni sulle forme e i contenuti del sentimento amoroso. In Orfeo il fallimento non genera disperazione ma sollievo: perdendo per la seconda volta Euridice, lui può renderla eterna con il canto; l’assenza della persona amata vale più della sua presenza. Anche Psiche perde Eros per averlo voluto guardare in faccia, sobillata dalle sorelle invidiose; lei doveva fidarsi dei suoi sentimenti, trovare la forza di opporsi al pensiero degli altri. In questa esplorazione dell’universo mitologico Mastrocola è affascinata dall’interazione divino/umano, dall’incontro tra differenze incolmabili.  Sono tanti gli autori che si sono cimentati con la riscrittura dei miti, Mastrocola si muove sullo stretto crinale tra fedeltà alle storie e libertà di interpretazione e trova una via originale che si percorre con grande piacere. 

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