martedì 29 novembre 2016

Le cento vite di Nemesio

sono cinquecento le pagine del romanzo di Marco Rossari, Le cento vito di Nemesio (e/o) ma la fatica di leggere questo tomone è compensata dalla ricchezza della narrazione: una storia ironica del Novecento attraverso la figura di un centenario (il Nemesio del titolo, nato nel 1999) così come questa figura emerge dai sogni del figlio trentenne che con lui ha voluto avere a che fare il meno possibile. Ma cominciamo dall’incipit: “Sono nato da uno sperma vecchio”. Prima di presentarci il Nemesio uomo pubblico, artista affermato, ex partigiano, gran donnaiolo, Rossari ci presenta il Nemesio da lui generato a settant’anni: un uomo che si fa chiamare Nemo, e che per lavoro passa le giornate seduto su una sedia  nella Sala dei Vuotisti all’interno del museo delle Avanguardie delle Avanguardie. Nemo è così carico di ostilità nei confronti del padre che non partecipa all’inaugurazione della mostra a Palazzo Reale in occasione dei suoi cento anni; viene poi chiamato dalla badante/compagna peruviana di lui che in lacrime gli racconta di un colpo apoplettico e di un ricovero in ospedale. Al capezzale del vecchio, Nemo trova una coroncina e questo oggetto (come poi una medaglia e il macabro piede amputato a Nemesio) scatena una serie di sogni che gli consentono di rivivere pezzo dopo pezzo, notte dopo notte, le tappe principali della vita paterna. Parte così un racconto fiabesco: l’incontro al lago tra i genitori di Nemesio; la sensualità scoperta precocemente attraverso il seno delle balie; lo zio sporchissimo e geniale; la passione per l’arte; il suicidio della madre; la partecipazione alla prima guerra mondiale; la laurea in ingegneria; il periodo in un paesino calabro; Berlino e le sue orge; l’amore per Lotte; Parigi; un figlio fatto con una russa e allevato insieme a Lotte; il fascismo; Salò; gli anni sessanta… Come nel film di Woody Allen Midnight in Paris, il viaggio nel tempo del protagonista è costellato da incontri con personaggi famosi: Nemesio incontra a casa dei suoi Sibilla Aleramo, assiste a una serata con Marinetti, incrocia Picasso tra artisti parigini, discute con Pajetta, ottiene una cattedra da Brecht.  Tra un capitolo e l’altro Nemo si sveglia, dubita di se stesso e del mondo, cerca il volume dell’autobiografia del padre per capire cosa gli tocca ancora sognare e quando lo trova scopre che le cose non sono andate proprio come si sono presentate nelle sue notti. Si resta meravigliati dalla fantasia e dall’erudizione di cui dà prova Rossari in questo libro, che mette insieme una divertente e appassionata rivisitazione del secolo appena trascorso e un’originale versione dell'eterno conflitto figlio/padre.

Nessun commento: