martedì 8 novembre 2016

pomeriggio intensamente letterario

torno a casa trafelata alle due per incontrare Sara Antonelli. Ci aspetta una maratona letteraria tra tre classici che vogliamo rilanciare su rai letteratura. Parte da Hemingway e il suo primo romanzo Fiesta.  Io non l'avevo mai letto perché pensavo parlasse di corride e mi pareva l'argomento meno interessante  del mondo; l'ho preso in mano su suo consiglio e nel viaggio per e da Mantova me lo sono divorato, appassionandomi alle vicende dei giovani che tra Parigi, San Sebastian e Pamplona sbavano per Lady Ashley, mentre lei è di tutti e di nessuno. Dopo Hemingway, Ritratto di signora di Henry James e L'età dell'innocenza di Edith Wharton in un crescendo di entusiasmo. Sara è un'ottima divulgatrice perché trasuda passione per quello che ha letto; comunica con la voce, con le mani che tracciano ampi cerchi nell'aria, con gli occhi che le brillano. Finito con la letteratura americana, ho salutato Sara e mi sono diretta da Ginevra Bompiani. Abita al centro di Roma in un piccola piazza per trovare la quale mi sono persa (sai che novità). L'intervista è stata carina, ha ripercorso per me le tappe del suo Mela zeta, un memoir sugli incontri principali della vita, e si è poi soffermata su mio invito sul passaggio dalla maturità alla vecchiaia. Ridendo ha detto che forse la maturità l'ha saltata e dall'infanzia si è ritrovata vecchia. Ha aggiunto che la vecchiaia è molto interessante da osservare, piena di cambiamenti com'è. L'ho trovata di ottimo umore, brillante e a suo modo accogliente. Ora, siccome è martedì, vado da Giulia. Di che parliamo ogni santo martedì io e Giulia se non forsennatamente di libri?

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