giovedì 1 dicembre 2016

Derive

“Erano faccende da bottegai: bisognava saper selezionare la merce e sistemarla per bene nelle cassette. Non scegliere frutti troppo acerbi che non avrebbero avuto nessuna possibilità di maturare, ma nemmeno frutti troppo maturi che non avrebbero retto il viaggio  e marcendo, avrebbero rischiato di guastare il resto della mercanzia.”  Siamo a pagina 86 di Derive, il romanzo di Pascal Manoukian tradotto dal francese da  Francesca Bonomi per 66thand2nd, e la merce di cui si parla sono i disperati che per sfuggire agli stragisti che imperversano nei loro paesi si affidano a chiunque prometta loro un passaggio verso l’Europa. Nel racconto di Manoukian (giornalista e inviato in zone di guerra) la vita del pescatore Assan che lascia Mogadiscio insieme alla figlia Iman travestita da ragazzo s’incrocia con quella di Virgil muratore moldavo in cerca di cantieri in cui lavorare e con quella di Chanchal diciassettenne del Bangladesh, che sopravvive vendendo rose per strada. I tre sono approdati in Francia a Villeneuve-Le-Roi e sperimentano la durezza della condizione di clandestini e di indesiderati. Manoukian descrive cosa voglia dire dormire nei boschi, coperti da un telone impermeabile; lavorare ai piani alti di un grattacielo per una paga irrisoria; venir massacrati di botte da teppisti annoiati. La sorte più dura però è quella riservata alle donne: dalla ragazza  somala che ha subito l’infibulazione a sette anni e che il padre fa operare da un veterinario francese perché si liberi dalle continue sofferenze, alla prostituta sedicenne che mantiene l’intera famiglia, alla moglie molestata dal camionista che a caro prezzo la porta a raggiungere il marito in Francia. Bello e durissimo il finale a sorpresa. Perché la parte meno convincente del libro mi è parsa quella in cui il premuroso Julien, esperto di statistica, si prende a cuore la sorte di Assan e Virgil, fa loro ristrutturare la casa di sua madre, li fa dormire lì con le loro famiglie, li invita a cena con sua moglie e sua figlia, li porta persino in gita al mare?

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