venerdì 9 dicembre 2016

Le otto montagne


sin dalle prime pagine di Le otto montagne, l’ultimo romanzo di Paolo Cognetti, pubblicato da Einaudi, si resta conquistati dalla voce dello scrittore: una voce autentica, chiara e sommessa insieme, a cui il lettore si affida pienamente. Storia del passaggio dall’infanzia alla maturità, Le otto montagne mette in scena Pietro, figlio unico di una coppia che vive a Milano, padre chimico burbero, madre assistente sanitaria, socievole e affettuosa. I genitori di Pietro amano entrambi la montagna, ma in modo diverso: il primo ama scalarla e la sua meta preferita sono i ghiacciai, la seconda ama passeggiare, coltivare fiori, leggere nei prati. Pietro appena può si accoda al padre, anche perché le gite sono l’unica occasione che ha per stargli accanto. A Grana, il paesino sotto il Monte Rosa, dove la famiglia prende in affitto una casetta, c’è Bruno, un coetaneo di Pietro che pascola le mucche. È la madre del ragazzo che crede “fermamente nella necessità di intervenire nella vita degli altri” a favorire l’amicizia tra i due, che in breve diventano inseparabili. Il primo tempo di questa storia si chiude con una crisi: affezionatisi a Bruno, i genitori di Pietro vorrebbero portarlo con loro, pagargli gli studi e Pietro respinge con tutto sé stesso questa prospettiva (“Bruno avrebbe odiato Milano e Milano avrebbe odiato Bruno”); a evitarla ci pensa il padre del montanaro, un muratore alcolizzato, che per rendere più chiaro il suo messaggio sferra un pugno al padre di Pietro. Romanzo su due amici che crescono in ambienti diversi, sentendosi però quasi fratelli (con la gelosia e gli alti e bassi tipici del rapporto tra questi), Le otto montagne è anche un romanzo sul padre, sul dialogo a distanza con una figura fondamentale che non s’interrompe neppure con la  morte, è un romanzo sulla montagna, sui suoi paesaggi, i suoi odori, i suoi sapori, la sua decadenza (gli abitanti che l’abbandonano, l’impossibilità di sopravvivere facendo gli antichi mestieri) e la sua capacità di rigenerare chi vi trova rifugio, ed è un romanzo sulla ricerca di sé che passa attraverso partenze e ritorni. Bellissimo.

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