mercoledì 28 dicembre 2016

uccelli, tartarughe e iguane

non c'è bisogno di essere Darwin per innamorarsi delle Galapagos: oggi abbiamo avuto una giornata piena di emozioni, trotterellando appresso alla nostra guida che era pettinato come un'iguana e si buttava sulla spiaggia come un leone marino. La mattina siamo stati i primi a salire sul cratere che all'interno ospita un lago di acqua dolce: la laguna è il luogo di ritrovo di una gran quantità di uccelli, e vederli planare sull'acqua e risalire di scatto è uno spettacolo incredibile. Di lì siamo passati a visitare la riserva di tartarughe, dove abbiamo scoperto che la varietà che vive su quest'isola supera i cento anni e diventa sempre più grande, ma si accoppia solo tra i ventotto e i trenta anni. Dalle tartarughe di terra dopo pranzo siamo passati a una spiaggia in cui basta tuffarsi con la maschera per nuotare insieme alle tartarughe marine; in acqua sono veloci e agili tanto quanto a terra appaiono goffe e lente. In mare  c'erano anche diversi leoni marini e il figlio guardava ammirato quelli che surfavano sulle onde. Mezz'ora di riposo e poi sugli scogli appuntiti in cerca di iguane. La figlia si era conciata come se fosse a Miami, vestitino bianco e espadrillas; mi sono impietosita e le ho dato le mie birkenstock, con il risultato che mi sono trovata a scalare rocce laviche con ciabattine di corda infilate a metà, una vera tortura. Ma non potevamo perderci le grosse iguane dalla cresta rossa, acquattate a prendere calore prima di tuffarsi a fare incetta di alghe. In fondo alla salita, quando stavamo per rinunciare, abbiamo visto uno strapiombo che attirava ogni tipo di uccelli e in acqua le pinne di squali (terribilmente sotto costa, e dire che avevamo fatto il bagno a pochi metri da lì). Stasera facciamo a gara a chi è più stanco.

Nessun commento: