venerdì 23 dicembre 2016

Valerio

nel racconto di Calvino L’avventura di due sposi, una coppia s’incontrava solo nel momento in cui uno entrava nel letto e l’altra ne usciva per andare a lavorare. Ieri, ascoltando Simona, ho scoperto come la vita possa essere ancora più complicata di così: basta aggiungerci un bambino. Simona è la nostra insegnante di ginnastica e ieri siamo andate con lei nella pizzeria di Sergio, il suo compagno. Mentre serviva ai tavoli Sergio deviava continuamente verso il nostro gruppo per dare un bacio, strizzare un piede, fare una smorfia a Valerio, il figlio che non vede quasi mai. Valerio è nato ad agosto e a ottobre Simona era di nuovo in palestra alle sette e mezza, pur allattandolo. Lei ha quarantadue anni e viene pagata solo quando fa lezione: niente maternità, niente contributi, niente pensione. Abita in fondo alla Cassia: la mattina esce di casa alle sei un quarto per portare Valerio dalla madre che abita a Talenti; quando ha finito le lezioni a Flaminio, va a far mangiare il figlio, poi torna in palestra, poi torna a prenderlo: passa più tempo in macchina in giro per Roma che a casa sua. Anche Sergio ha i suoi problemi: non può permettersi di assumere camerieri, il padre ottantenne sta in cucina e lui è l’ultimo a uscire dal locale a notte inoltrata. Li ho visti così stanchi quei due. Vita complicata in quella che sta diventando una delle città più complicate del mondo.      

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