lunedì 30 gennaio 2017

Intrigo italiano

Carlo Lucarelli il suo commissario De Luca l’aveva lasciato nel 1996 con il romanzo Via delle oche pubblicato da Sellerio. Lo riporta sulla pagina ora in Intrigo italiano, Il ritorno del commissario De Luca che esce da Einaudi. C’è un commissario (che come tutti i commissari letterari che si rispettino è un solitario e ha le sue brave manie, il caffè a tutte le ore, lo stomaco chiuso), c’è una città (la gelida Bologna dell’inverno 1954) e c’è un delitto da risolvere (la moglie di un professore trovata uccisa dentro una vasca nell’appartamento del marito). Ma a Lucarelli non interessa tanto risolvere il caso, quanto mettere sotto gli occhi del lettore un momento particolare della nostra storia recente, quegli anni cinquanta sospesi tra boom economico e guerra fredda. Aprono i capitoli riferimenti ai rotocalchi dell’epoca, si parla di caso Montesi, De Luca è ostracizzato per il suo non rinnegato passato fascista, un ex nazista viene utilizzato dai Servizi per far fuori i comunisti, e l’indagine, man mano che avanza, diventa superflua, superata da urgenze diverse dei capi, occupati a farsi fuori tra loro. Niente è come appare: il giovane agente che fa da autista a De Luca, il loquace Giannino, appassionato di cibo, calcio, musica, e ricattato per la sua omosessualità, ha l’incarico di spiare il commissario; la donna che gli fa battere il cuore, la cantante meticcia Claudia, sa molte più cose di quanto lui possa immaginare. Noir d’atmosfera, Intrigo italiano ci dice da dove veniamo, e perché da noi sono i più i misteri irrisolti che quelli chiariti.

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