martedì 10 gennaio 2017

Io sono con te

Io sono con te, Storia di Brigitte di Melania G. Mazzucco (Einaudi) ci restituisce un ritratto di donna davvero efficace: sotto i nostri occhi la derelitta che dorme alla Stazione Termini e poi su una panchina di Piazza Venezia assume i tratti di una persona sopravvissuta alle peggiori esperienze, in bilico tra il desiderio di riprendersi la sua vita e la voglia di lasciarsi andare. Le prime volte che Mazzucco la incontra, Brigitte le appare “compressa, sigillata, inaccessibile”; solo dopo una reciproca frequentazione, il desiderio di aprirsi si fa strada in lei tra paura e diffidenza. Proprietaria di due cliniche private a Matadi in Congo e madre di quattro bambini, Brigitte perde tutto il giorno in cui rifiuta di somministrare veleno a dei giovani ricoverati da lei dopo una manifestazione antigovernativa. Prelevata da casa di notte, assiste all’omicidio del fratello che cerca di proteggerla. Viene scaraventata in un buco con altri prigionieri, privata del cibo, ripetutamente violentata. Prima che venga uccisa, un capitano a cui ha fatto partorire la moglie la libera di nascosto. Un amico le procura un passaporto falso e un volo per Istanbul e poi per Roma: qui approda a gennaio del 2013, senza soldi, senza conoscenze, senza capire la lingua, senza avere notizie dei figli.  La sua salvezza è il Centro Astalli dei gesuiti: qui riceve assistenza medica e legale  e qui impara a fidarsi delle donne bianche che all’inizio detestava.  Un prete, un avvocato, una psicologa, uno psichiatra, una suora sono i punti di riferimento di Brigitte, le persone che le impediscono di crollare di fronte alle difficoltà e anche a loro Mazzucco dedica pagine importanti, sottolineando come ognuno di loro si dedichi strenuamente al proprio compito. Mazzucco racconta l’impervio percorso di Brigitte, dalle notti all’aperto alla condivisione di una stanza con donne non meno devastate di lei, dalle lezioni di italiano ai corsi di geriatria, dal sogno del ricongiungimento con i figli alla sofferenza di vedere i primi due isolati in un contesto che non capiscono. Racconta anche il sorgere di un’insperata amicizia tra lei e Brigitte. Un libro appassionato e sincero. Unica pecca, qualche concessione al lirismo, qualche aggettivo esornativo; mi pare che dove lo stile è più asciutto il messaggio arrivi con maggiore forza.  

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