giovedì 26 gennaio 2017

la faccia di Gaia

mi capita a volte di perdere il controllo della mia lingua. Succede soprattutto quando sono stanca e quando sono con persone che non vedo spesso: mi lascio trascinare dalla conversazione e dico cose che in condizioni di "sobrietà" non direi. Con Gaia era andato tutto bene: l'intervista sul suo romanzo, lo scambio di pareri sugli ultimi libri letti. Eravamo accanto alla porta, anzi avevo già aperto la porta; ci siamo dette, ci vediamo in palestra. Lei ha parlato di un dolore all'anca, io le ho esposto il mio rigido schema settimanale di allenamento. Poi me ne sono uscita così: fa bene la ginnastica, pensa che a cinquantatré anni ho ancora le mestruazioni e l'anno scorso non mi sono ammalata neppure un giorno. Il tempo di pronunciare la parola mestruazioni e ho visto sulla faccia di Gaia dipingersi un'espressione tra lo sconsolato e l'imbarazzato: non sapeva come commentare la mia sparata. Se nel prossimo romanzo di Gaia Manzini trovate una signora dall'aria apparentemente distinta che si vanta in giro delle sue prodezze ginniche e del suo attempato flusso mestruale sapete dove ha attinto la sua ispirazione.

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