domenica 15 gennaio 2017

la rosa del benzinaio


stanotte ho avuto un sonno agitato, avevo caldo e freddo, mi sentivo il naso chiuso e la testa in fiamme. Alle cinque di mattina ho preso un’aspirina e provato di nuovo a dormire. Intorno alle nove mi chiama mio padre e mi sveglia. Dice di essere per strada, dice che ieri ha preso una buca con la macchina, dice che ha dovuta lasciare la macchina a un distributore, dice che è andato a controllare che fosse ancora lì. Quando sono del tutto sveglia, lo richiamo e gli dico che non deve venire a pranzo da mia suocera in autobus, che vado a prenderlo. Lui protesta, ma alla fine acconsente. Oggi è andata così: l’ho preso, riportato e soprattutto sono riuscita a fargli spostare la macchina (se la lasciava all’interno dello spazio del distributore, domani mattina gliel’avrebbero portata via con il carro attrezzi). Mi ha fatto piacere essergli utile. Quello che mi sarei risparmiata è stato l’aneddoto che mi ha raccontato mentre andavamo verso Belsito. Qui c’era un distributore di benzina: il benzinaio era innamorato di tua sorella e le faceva trovare ogni volta una rosa, finché lei non gli ha fatto capire che non c’era storia. Vero? Falso? Chissà perché ogni volta che mio padre m’illustra il fantomatico passato della sua figlia bella, mi urto. Gelosa come una scimmia? Può darsi.

1 commento:

Anonimo ha detto...

E chissà quanti camionisti giravano con la
Sua foto in cabina