sabato 14 gennaio 2017

Melody


scritto in prima persona, Melody di Sharon M.Draper (traduzione di Alessandro Peroni, Feltrinelli), racconta cosa vuol dire avere undici anni, essere affetti da tetrapalgia spastica, poter usare solo i pollici e avere un disperato bisogno di comunicare. Fino a quando Melody non scopre che attraverso un computer può dimostrare a tutti non solo la sua proprietà di linguaggio ma anche l’enorme massa di nozioni che si affollano nella sua testa, la ragazzina è costretta a subire gli sguardi compassionevoli e le parole malevole di dottori, compagni di classe e insegnanti, convinti che lei non capisca niente. Per fortuna ci sono i suoi genitori che credono in lei, le parlano, le fanno ascoltare musica, e per fortuna c’è la vicina di casa, Mrs V, infermiera come sua madre e decisa ad aiutare Melody ad uscire dall’isolamento a cui sembra condannata. Sharon M. Draper riversa la sua esperienza di mamma di una figlia disabile in un libro pieno di suspense e umorismo: noi siamo con Melody, con la sua battaglia per accedere all’istruzione e avere delle amiche; tremiamo di fronte ai colpi che le vengono inferti e sorridiamo per le metafore con cui riesce a rappresentare la sua condizione (“scivolo a terra come uno spaghetto scotto”). Dopo essere riuscita a entrare nella squadra di Whiz Kids, che deve sfidare gli alunni di un’altra scuola in televisione, Melody scopre che la visibilità mediatica da lei ottenuta ha indisposto i suoi compagni di classe; la sua sorellina esce di casa di soppiatto e lei non ha modo di avvertire la madre del pericolo: una vita durissima la sua, ma affrontata con enorme coraggio e voglia di farcela. Mi piacerebbe conoscere Draper; per ora mi accontento dell’intervista via mail che sto preparando per Liber.

Nessun commento: