giovedì 26 gennaio 2017

Sex or Love

se mai c’è stato un titolo fedele al contenuto del libro questo è Sex or Love, il romanzo della giovanissima Flavia Cocchi pubblicato da Fanucci a gennaio (a febbraio esce Sex or Love 2). Cocchi, che all’epoca in cui ha cominciato a scrivere sulla piattaforma Wattpad aveva sedici anni ed è arrivata a undici milioni di letture e diecimilacinquecento follower, mette in scena Beatrice e Luca, diciassettenni compagni di classe e dà voce ora a uno ora all’altro. Siamo in una cittadina dell’Emilia Romagna: genitori pressoché assenti (la mamma di Beatrice fa l’assistente di volo e il padre è morto; Luca vive con la mamma infermiera impegnata in turni di notte e il fratellino di cinque anni, non parla con il padre che ha un’altra compagna), amici molto incombenti, nel senso che i due sentono di dover recitare davanti a loro il ruolo di eterni  rivali solo perché all’inizio non si sopportavano. Ma la sostanza di Sex or Love è quasi esclusivamente il sesso che i ragazzi consumano ogni volta che possono, ribadendo sempre meno convinti che sono solo “scopamici” e stabilendo regole che escludono il coinvolgimento amoroso, come “niente baci al di fuori del rapporto sessuale”, “niente cose sdolcinate quando siamo soli”. La trama non c’è o ce n’è solo un accenno: Luca teme che al suo migliore amico Gabriel piaccia Beatrice e questo giustifica il fatto che la relazione venga tenuta segreta, dopodiché le 346 pagine del libro ospitano soprattutto reciprochi denudamenti e apprezzamenti (lui ammira le tette di lei, i suoi vestitini sexy, lei gli addominali e la dotazione di lui), penetrazioni (rigorosamente con preservativo), baci e scaramucce verbali.  Sarebbe interessante confrontare la sensualità parzialmente inibita di questi due adolescenti (Beatrice era vergine prima di Luca e stabilisce tutta una serie di paletti su quello che possono fare insieme), ma soprattutto la loro fobia di scoprirsi innamorati, con il Porci con le ali che ha imperversato negli anni settanta. Qualche ricorso a stereotipi linguistici tra film porno e telenovelas: “puoi ridarla alla tua puttanella numero uno””non ho bisogno di drogarti per farti urlare di piacere sotto di me”, “mostrare le mie grazie”, “non sono un fazzoletto usa e getta”, “le regalai un orgasmo degno di nota” ; qualche momento in cui emerge la differenza tra il vocabolario della femmina saputella e quello del maschio ( “«Che ci fai con una felpa con quella scritta? È un’antitesi vera e propria!» «Una che?»; “«Non sopporto di avere sotto ai miei occhi dei nullafacenti e ludopatici!» «Secondo me usi troppe parole strane.»”); ad ogni modo Cocchi ha stregato il suo pubblico e ha tutta l’aria di poterlo fare ancora.

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