domenica 15 gennaio 2017

The Founder


Ray Kroc, il futuro fondatore dell’impero MacDonald’s, nella versione genialmente interpretata da Michael Keaton, è un uomo dai cinquant’anni mal portati, frustrato sul lavoro (va in giro a vendere frullatori, dopo aver venduto tavolini pieghevoli e chissà quanta altra roba), con una fiaschetta di liquore nella giacca: di notte ascolta un disco che lo invita alla perseveranza, e quando torna a casa trova una moglie sempre più ostile. Poi avviene il miracolo: s’imbatte nei  MacDonald: due fratelli che hanno aperto un chiosco a San Bernardino in cui si mangiano ottimi hamburger e patine consegnati all’istante in pacchetti di carta. Kroc, accolto a braccia aperte dai due ingenui ristoratori, fieri di mostrargli tutte le sue innovazioni, fiuta l’affare e riesce a convincerli a firmare un contratto di affiliazione. Loro il cognome, loro il procedimento, loro l’idea di mantenere un alto standard qualitativo, loro persino il logo con gli archi dorati: da quel momento l’intento perseguito da Kroc sarà quello di sbarazzarsi dei fratelli refrattari all’innovazione e di continuare da solo la trionfale ascesa nel mondo. Il regista John Lee Hancock racconta una storia molto americana e insieme universale: la storia del tizio senza scrupoli che arriva dove vuole lui grazie alla fiducia che ripone in sé stesso. Risulta ancora più avvincente per chi non coltiva particolari ambizioni.

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