lunedì 23 gennaio 2017

Ultima la luce

un lungo matrimonio pieno di crepe sotterranee quello di Ivano e Sofia. Lei muore e tre mesi dopo lui, ancora confuso dal senso di perdita, parte da Milano per raggiungere il fratello Lorenzo, che si è trasferito a vivere a Santo Domingo. Gli appare insolitamente sfuggente e, abbandonato a sé stesso in un luogo estraneo, finisce per passare il suo tempo con Liliana, una vicina di casa che trascorre tre mesi l’anno sull’isola. Parlando con Liliana, Ivano scopre non solo lati del fratello che ignorava, ma vede anche il proprio matrimonio sotto una luce diversa. Tornato a Milano, Ivano si trova ad affrontare sua figlia Anna, che si è rifugiata da lui perché in crisi con il compagno. In Ultima la luce, pubblicato da Mondadori, Gaia Manzini affronta il tema della coppia: che cosa cerchiamo nella persona a cui ci affidiamo per la vita? Qual è l’elemento che ci convince a perseverare in un legame? Fino a che punto conosciamo la persona di cui ci sono note tutte le abitudini, le manie, le espressioni esteriori? Il personaggio più enigmatico del libro è Sofia: per il marito una donna ordinata fino all’ossessione, frustrata nel suo desiderio di viaggi esotici e mondani, per la figlia l’essere a cui opporsi strenuamente (salvo poi scoprire in un momento di difficoltà tutta la sua capacità di venirle incontro), per il cognato l’oggetto di un sogno proibito. Investendo nel tentativo di recuperare il rapporto con Anna, Ivano ritrova una sua dimensione: la paternità è l’altro grande tema affrontato qui da Manzini in tutte le sue contraddizioni. I personaggi di Manzini hanno una consistenza fisica da cui non si può prescindere: c’è un indugiare dell’autrice su pance, rughe, trucchi colati, profumi, abbigliamento, e anche gli interni hanno una loro personalità (scelta e disposizione di cuscini, lampade, tavolini, fotografie contrassegnano un’atmosfera, uno stato d’animo). Non a caso per il protagonista il momento di massima consapevolezza di sé e dei suoi legami si realizza nello spazio franco della piscina in cui “l’unica certezza era quel blu, il suo odore, lo schiaffo dell’acqua quando ti buttavi”. Un romanzo sulla possibilità di ricominciare, riconciliandosi con il proprio passato, accettando le proprie debolezze e i propri errori.

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