sabato 11 febbraio 2017

150 milligrammi


la grande casa farmaceutica che produce il Mediator, farmaco contro il diabete che provoca gravi danni cardiaci ai pazienti, le prova tutte per mettere a tacere Irène Frachon che ne ha denunciato gli effetti collaterali: cerca di screditarla (lei è una pneumologa, non un esperta del settore), le schiera contro docenti di prestigio, isola il ricercatore a cui lei si è affidata e lo costringe ad andare all’estero, censura il titolo del suo libro di denuncia. Ma Irène (l’attrice danese Sidse Babett Knudsen che presta al personaggio una vasta gamma di emozioni) non si arrende. Forte del sostegno di suo marito, dei suoi quattro figli, di una giovane laureanda e di un avvocato alle prime armi si getta in quest’avventura, decisa a impedire che la strage di pazienti continui. 150 milligrammi racconta con un bel ritmo (anche se alla fine si dilunga un po’) la storia vera della dottoressa Frachon che vive a Brest in Bretagna: un avanti e indietro tra ospedali e commissioni d’inchiesta, tra momenti di scoramento, paura, e la convinzione che non si può abbandonare la battaglia intrapresa. La regista Emmanuelle Bercot affronta con passione il filone del cinema civile e il risultato è convincente.

Nessun commento: