mercoledì 15 febbraio 2017

la preside che piange

il figlio che mi telefona è un evento raro, di solito sono io a cercarlo per chiedergli come va. Lo psicodramma avvenuto stamattina a scuola sua però lo ha colpito parecchio e me l'ha voluto raccontare. C'era cogestione (perché a un certo punto dell'anno si debba celebrare questo inutile rito è un mistero) ed era venuto a parlare con loro il tizio di una radio privata molto popolare. A un certo punto si è affacciata una prof, lui le ha detto che la sua presenza non era gradita, lei è andata a lamentarsi con la preside. La preside ha affrontato i cento studenti, criticando l'applauso che aveva seguito la cacciata della professoressa, loro hanno ribadito la difesa degli spazi concessi scatenando le sue lacrime. Tutto molto diseducativo: l'ex sessantottino che assurge ad eroe perché si rivolge a un pubblico disavvezzo a sfidare l'autorità, la preside con i nervi scossi. E così il figlio si è guadagnato altri due giorni di vacanza: ai partecipanti all'incontro di oggi è stato proibito assistere al giovedì e al venerdì di cogestione. Non sembra l'anno della maturità, sembra l'anno del ritorno all'asilo d'infanzia.

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