mercoledì 8 febbraio 2017

L'animale notturno

 “E vedi , lettore, Roma è dalla mia parte. Roma mi vuole bene. Roma ha sempre fatto così, ha sempre allevato i propri cancri con amore, anche i peggiori: accoglierà anche me amorosamente tra le sue rovine. Ah, Roma, quanto  stupendamente livida e spettrale. Sembra un cadavere seppellito a metà. Il luogo giusto per quello che mi succede in questi giorni, e questa sera. Camminando verso casa vedo calare un’aria da fine del mondo sulle sue strade, e mi sento bene.”  Vittorio Ferragamo, il protagonista e io narrante dell’Animale notturno di Andrea Piva (Giunti) si definisce un terrone sanguigno e ha un’attrazione morbosa per la città di Roma. Nel suo piano di diventare ricco, enunciato nel primo paragrafo del libro, larga parte ha il sogno di possedere una casa in centro, di provare l’ebbrezza di vivere in mezzo ai monumenti, alle chiese ai vicoli di cui studia la storia nelle guide turistiche. L’animale notturno, che è una sorta di apologo sull’inutilità di perseguire i propri desideri, o sull’infelicità che persiste una volta raggiunti gli obiettivi che ci siamo posti, racconta la scalata alla ricchezza di Vittorio, sceneggiatore in disgrazia, che, grazie all’incontro con un vecchio politico napoletano, diventa una leggenda del poker on line.  Diviso in due parti, il romanzo prima ci illustra i tormenti di Vittorio che affitta un appartamento che non si può permettere, segue l’amico Gigi nelle serate dissolute (e assiste all’autodistruzione di questo), si fa stipendiare dall’ex senatore sulla sedia a rotelle per aiutarlo a giocare alla roulette dal computer di casa, poi ci mostra la svolta: la scoperta dei tornei di poker, l’apprendimento di un metodo per giocare (il vecchio e un suo amico applicano metodi matematici alle partite) e infine lo scoramento e l’ebbrezza delle partite in solitaria. Discontinuo e a tratti prolisso (soprattutto nella parte sul poker), L’animale notturno è un libro innervato di furori autentici e il ritratto che offre di Roma è perfettamente centrato.

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