sabato 18 febbraio 2017

Manchester by the sea


Manchester by the sea è una cittadina pittoresca, con un piccolo porto, il bosco e le case colorate. Per Lee che ci è nato e cresciuto quello è il posto dei suoi peggiori incubi. Lo incontriamo mentre vive in un seminterrato di Boston, impegnato a buttare la spazzatura e a fare piccole riparazioni negli appartamenti di cui è custode. La sera beve birra fino a stordirsi e, se può, cerca qualcuno nei bar a cui dare un pugno per farsi picchiare. Lee riceve una telefonata: suo fratello è morto, deve tornare al paese. Qui scopre che il fratello, che sapeva di essere malato di cuore e di non avere molti anni di vita, lo ha nominato tutore del figlio sedicenne Patrick (nella speranza di sottrarlo al suo abbrutimento bostoniano). Comincia così una difficile convivenza tra il devastato Lee e il solido adolescente, che pur se abbandonato dalla madre alcolizzata e alle prese con un enorme lutto, riesce ad andare avanti e persino a mantenere la voglia di barcamenarsi tra più ragazze nello stesso tempo. La bravura del regista Kenneth Lonergan, che questa storia se l’è scritta oltre che diretta, sta nel farci entrare dentro il dolore di Lee, così che quando lui soffre nel guardare il panorama fuori dalla finestra noi soffriamo insieme a lui. E poi sta nell’aver scelto un attore come Casey Affleck, bravissimo, dolentissimo. Magari si piangesse, non ci si commuove, si soffre proprio.

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